Antonio Attili, ex deputato del Pd, è il padre della continuità territoriale aerea. La legge che porta il suo nome ha consentito ai sardi di volare verso la Penisola a tariffe convenienti e di avere a disposizione un numero di rotte che solo fino a 15 anni fa sarebbero state impensabili. Insomma, una rivoluzione. Ora arriva la nuova continuità territoriale di Cappellacci&Co, con la tariffa unica che rischia di farci tornare indietro di molti anni.
Meridiana e Alitalia si sono fatte due conti in tasca e sembrano intenzionate a non presentare offerte...
«É un rischio e io l’ho detto molte volte. In primo luogo ho dei dubbi sul fatto che l’Europa possa far passare un bando di questo genere. La tariffa unica contraddice le ragioni stesse della continuità territoriale, che è una deroga alla concorrenza, che si applica in Sardegna sul presupposto che in regime di libero mercatononsi garantiscano standard di servizi e tariffe accettabili. Ma qui i sardi residenti vengono equiparati agli altri».
Ma perché i vettori non vogliono partecipare alla gara?
«Si applicano oneri di servizio pubblico che i vettori sono liberi o meno di accettare. Se c’è il guadagno, loro vengono. Se poi rischiano di perdere soldi, entrano in gioco le compensazioni sulle rotte meno remunerative. Ma anche qui le compagnie valutano costi e ricavi. Ma mi sembra chiaro che la Regione paga con le risorse dei sardi gli sconti a chi viene dalla Fancia e dalla Germania, o da Milano e Verona, che non ne ha bisogno, senza avere la garanzia che quei soldi siano sufficienti per le compagnie aeree. Non sarebbe meglio spenderli per una vera continuità solo per i sardi con più voli e tariffe più basse?».
Come mai la sua legge garantì tassi di riempimento tali che le compagnie, su alcune rotte, non chiesero più la compensazione? Cosa è cambiato?
«Senza la tariffa unica fummo in grado di raggiungere un punto di equilibrio tra Alitalia e Meridiana, aprendo il mercato anche a un terzo vettore, Air One su Alghero. Potevamo calcolare la crescita dei passeggeri sulle rotte, con i tassi di riempimento verificare quelle più deboli su cui applicare la compensazione con i soldi che dava lo Stato. Ora la recessione fa diminuire i passeggeri, oltre al fatto che Meridiana e Alitalia attraversano unagrave crisi. Se vedono che questo decreto sulla continuità territoriale li penalizza, la reazione è quella di non partecipare alla gara. Senza garanzie sui ricavi, se ne restano a casa».
Se Meridiana registra la gran parte del suo fatturato in Sardegna durante il periodo turistico, che vantaggi può avere da una tariffa unica tutto l’anno?
«L’ad di Meridiana, da questo punto di vista, ha ragione: lui fa i calcoli. Alla Regione qualcuno ha fatto lo stesso? Senza contare che in assenza di Alitalia e Meridiana,non si puòcontare su vettori europei. I costi di spostamento degli aerei sono proibitivi, contando che devono “dormire” in Sardegna perché il primo volo parte la mattina presto». Quale scenario si profila? «Lo scenario è il libero mercato. Quello che non capiscono Cappellacci e Pili, il vero ispiratore del bando, è che non si possono imporre le tariffe a nessuno». (Giandomenico Mele)