venerdì 18 maggio 2012
Sardegna 24
IL FATTO

Prigionieri nell'isola

prigione

“E’ ufficiale”, anticipa il direttore di Sardegna 24 Giovanni Maria Bellu nel suo editoriale. “Per la gestione dei trasporti marittimi, la Regione ha deciso di rinunciare alla ricerca del migliore tra gli operatori privati, italiani ed esteri”. Rinunciando alla concorrenza, si accontenta di diventare socio di minoranza dei tre armatori Onorato, Grimaldi e Aponte, di cui si garantiranno i profitti.

In questo modo si perpetuerà il meccanismo, già contestato in sede europea, che garantisce ogni anno 72 milioni di contributi. In cambio? A parte i quattro mori sui fumaioli e una generica priorità per i sardi nelle assunzioni, anche una sorta di golden share quando si trata di decidere rotte e tariffe.

 


Dura le reazioni dell’opposizione al “patto scellerato” ripreso da Pablo Sole nell’articolo sul giornale. Mentre i Riformatori parlano di “punto di non ritorno”, per l’esponente dell’Api Roberto Capelli il rischio reale è quello di “socializzare le perdite e privatizzare gli utili”. “In tutta la vicenda brilla l’assenza delle trattative dell’esecutivo regionale”, ha detto il capogruppo in consiglio regionale del Pd Mario Bruno ed è impensabile, secondo il consigliere di Sel Claudia Zuncheddu, che “il presidente e l’assessore non riferiscano in aula sulla vertenza, con una Regione che assume sempre più il ruolo di un’appendice passiva dello Stato italiano”.

 


L’analisi condotta oggi dal nostro giornale continua nell’articolo di Albert Urgu, che riporta l’intervista all’ex assessore regionale ai Trasporti Sandro Broccia, ora sindaco di Mogoro.
“Quello sulla Tirrenia è un accordo insensato. La Regione non avrà nessuna voce in capitolo”, commenta Broccia, e ricorda con rammarico il lungo tentativo fatto in passato, spesso in prima persona dal Presidente Soru, per rompere il monopolio Tirrenia ed attivare una gara internazionale per i collegamenti da e per la Sardegna. “Non ci sono garanzie sulle tratte e sulle tariffe. Serve una gara europea”.

 

 


 

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22 luglio 2011
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