I sacrifici imposti dal Governo per evitare il default della nostra economia saranno particolarmente duri per la Sardegna. I 500 milioni di euro sottratti dall'ultima manovra correttiva di Ferragosto proposta da Giulio Tremonti, vanno infatti ad aggiungersi a un buco di 400 milioni provocato dai limiti di spesa che erano già stati imposti alla Sardegna dalla legge nazionale di Stabilità 2011. Senza contare gli 800 milioni che ancora mancano all'appello per la vertenza con lo Stato sulle entrate fiscali. In tutto una voragine da un miliardo e 700 milioni di euro.
A fare due conti, qualche settimana fa, ci aveva pensato l’assessore regionale al Bilancio e programmazione Giorgio La Spisa, quando si pensava che la “macelleria sociale” di Tremonti avesse chiuso per ferie. Le cose sono andate diversamente e la situazione si è ulteriormente aggravata.
II conti dell’assessore. Venti giorni fa La Spisa ha inviato agli uffici regionali un documento riservato, intercettato da Sardegna 24. Nella nota, si sostiene che in base alla manvra correttiva approvata a luglio la Sardegna avrebbe dovuto rinunciare ad almeno 400 milioni.
Di male in peggio. Oggi sappiamo che il conto sarà ancora più salato: il quadro a tinte fosche prospettato dall’assessore La Spisa diventa ancora più cupo, visto che alla stima di venti giorni orsono vanno aggiunti i 500 milioni dell’ultima manovra.
Non basta: per il centrosinistra la cifra finale è ancora più alta. Per due principali ragioni: l'ipotesi di un taglio di soli 400 milioni viene giudicata alquanto ottimistica e, soprattutto, nei conti di La Spisa si danno per acquisiti i circa 800 milioni relativi alla "vertenza entrate”, che il governo nazionale sembra dimenticare. Quindi, si arriverebbe al miliardo e 700mila euro.
Il documento. “Linee di impostazione per la manovra finanziaria per gli anni 2012/2014”: è la nota che illustra lo stato dell’arte delle finanze regionali. Nell’anno in corso, la Sardegna ha dovuto spendere 76 milioni di euro in meno rispetto al 2010 e tra dodici mesi si dovranno tagliare altri 153 milioni. Nel complesso, sostiene La Spisa, per efffetto del Patto di stabilità occorrerà rivedere il bilancio della Regione, cancellando oltre 400 milioni di euro. Ai quali si aggiungono i 500 appena svaniti grazie alla manovra corretti- va. E siamo a quota 900. C’è però un piccolo particolare tutt’altro che trascurabile.
La vertenza entrate.Tra le voci di bilancio della prossima manovra, come conferma l’assessore al Bilancio, compariranno anche gli 800 milioni della vertenza entrate. Peccato che l'ex “governo-amico”, come ricorda anche La Spisa nella nota, abbia dimenticato di stilare le norme attuative e dunque quei soldi, al momento, non ci sono. Anche perché la stessa giunta Cappellacci, per due anni, ha “scordato” di rivolgersi alla Corte costituzionale per ottenere dal governo quanto dovuto. E a quanto ammonta il mancato introito? “Circa 800 milioni”, scrive l’assessore al Bilancio.
«Lo ripeto, inascoltato, da mesi: la situazione è drammatica - afferma il sardista Paolo Maninchedda, presidente della commissione regionale Bilancio - e ora dovremo fare ciò che non abbiamo fatto finora: individuare ambiti precisi di spesa. Io investirei nel welfare e nella formazione, altro che gettare i soldi in pubblicità istituzionale o nel sistema informatico regionale».
Giudizio severo anche da Gian Valerio Sanna, del Pd. «Ci troveremo in una situazione spaventosa, perché oltre a far fronte a questi tagli, dovremo occuparci di risanare 400 milioni di deficit in sanità e altrettanti per Abbanoa. Il problema è che la giunta non ha varato una benché minima riforma – attacca Sanna - impegnata com’era in assunzioni per alimentare il sistema delle clientele. Quando affronteremo il bilancio ci sarà da piangere e i mancati introiti si riverberanno sugli enti locali e sul taglio netto ai servizi».