venerdì 18 maggio 2012
Sardegna 24
REGIONE

I vigili sfrattano anche i Rom ospitati

camporom

SELARGIUS. Nove persone per cacciare una famiglia Rom, di cui fanno parte anche due anziani e due bimbe molto piccole, ospitata da un privato. Nei giorni scorsi Antonello Pabis, presidente dell’associazione sarda contro l’emarginazione (Asce) ha sporto querela contro i vigili urbani e contro due funzionari del Comune di Selargius, inviando anche una segnalazione adAmnesty international. Tutto è cominciato il 3 novembre scorso quandol’uomo si è visto piombare nella sua proprietà, sulla statale 387, unasquadra della poliziamunicipale di Selargius decisa a sgomberare i Sulejmanovic che vivono lì da circa un anno usufruendo anche dei servizi igienici nella vicina abitazione di Pabis. Insieme al comandante Marco Cantori, c’erano altri sei vigili e due funzionari del Comune: Pierpaolo Fois, direttore dell’Area organizzativa 5 e Stefano Cara, responsabile del Servizio Edilizia privata. Il motivo del tentato sgombero, secondo quanto riferisce Pabis, è la realizzazione di una baracca costruita recentemente nei pressi delle roulotte per garantire un ricovero più caldo e più sicuro a una donna all’epoca prossima al parto.

 

La famiglia Sulemajnovic è infatti composta da due anziani genitori, una figlia femmina e due maschi di cui uno sposato e padre di due bambine.La più piccola il3 novembre scorso aveva solo cinque giorni. Gravi i reati ipotizzati nella querela: si va dalla violenza privata, alla minaccia fino alla violazione di domicilio commessa daunpubblico ufficiale. Secondo la ricostruzione che Pabis ha presentato davanti al giudice, una volta superato il cancello il comandante Cantori avrebbe intimato l’immediato sgombero dell’area. È seguito un dialogo teso: «Non potete stare qui, avete fatto un abuso edilizio, dovete buttare giù quella baracca, portare via le roulotte e liberare il posto entro oggi», avrebbe detto Cantori. Sempre secondo quanto scritto nella querela, Sabrina Sulejmanovic, madre delle due bambine, ha chiesto che non si procedesse allo sgombero perché doveva recarsi all'ospedale a causa di un'infezione causata dai punti di sutura posteriori al parto cesareo. La donna ha anche chiesto dove avrebbe potuto sistemare la piccola sentendosi tra l’altro dire che sarebbero stati chiamati i servizi sociali per portarla via. Invece i suoi familiari, lo stesso Pabis insieme alle volontarie Barbara Sabatini e Barbara Pani hanno domandato in più occasioni al comandantese i fosse inpossesso di un’ordinanza o di un mandato che autorizzasse lo sgombero e la demolizione.

 

«Ho domandato in base a quale autorità i Rom avrebbero dovuto sgomberare la mia proprietà - precisa Pabis - il comandante mi ha risposto che interveniva in flagranza di reato, facendo riferimento all'esistenza di un reato continuato, senz'altra specificazione. Ho avuto modo di capire che in discussione c'erano l'edificazione abusiva di una baracca e le condizioni igieniche del luogo (che dovrebbero essere verificate dalla Asl) con presenza di materiali di recupero destinati adessere conferiti,comedi solito fanno gli stessi Rom, presso un’impresa specializzata». Una situazione pesante che si è protratta per oltre tre ore e mezza. Amaro il commento di Pabis: «Vigili e funzionari del Comunesi sono presentati senza mandato, hanno rifiutato di farsi identificare e di rilasciare qualsiasi verbale dell’intervento. È solo l’ultimo atto di una serie di pressioni da parte del Comune per fare allontanare i Sulejmanovic». (Carla Etzo)

30 novembre 2011
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